domenica 6 gennaio 2008

Sentimenti dei nostri lettori

SUPERUMBY ha detto...

La camorra ha sicuramente avuto quello che voleva. Ieri sera stavo inserendo un commento, ma ho dovuto abbandonare a causa delle pile del portatile. Mentre rimuginavo sugli effetti deleteri della politica in Campania, pensavo che, ovviamente, gran parte della colpa e' anche nostra. Negli ultimi 30 anni siamo riusciti a produrre quantita' enormi di Bassolini, Jervolini, Gava, Mastelli, Cirini Pomicini e Alfredi Viti. Nient'altro. In realta', ho poi pensato, a partire da Valenzi, ognuno di loro non era nient'altro che l'evoluzione del precedente. Un esemplare che lentamente, seguendo gli ordini della SdG, e del sistema, regrediva, perdendo aspetti importanti del carattere e della coscienza.
Valori quali moralita', etica, onesta', capacita' di organizzazione, assertivita', decisionismo, lentamente scomparivano, fino a produrre un esemplare privo di ogni capacita' intellettuale e morale e funzionale al Sistema. Sistema che dopo anni e anni di prove e ricerche riusciva a produrre il suo esemplare perfetto. Di esemplari ne abbiamo prodotti addirittura due e li abbiamo proclamati sindaco e governatore con maggioranze bulgare. Adesso pero' e' giustamente venuto il momento di pagare il conto.
Il Sistema, dopo 2 miliardi di euro di investimenti, non puo' tollerare che uno stato estero, nella fattispecie l'Italia, si intrometta cosi' pesantemente nei nostri affari interni, addirittura con l'intervento di una forza di occupazione militare.
Ecco allora che chiede ai loro scudieri di farsi da parte e prontamente le truppe poste a difesa delle mura esterne dela citta' intervengono, contrassaltando gli eserciti nemici con le classiche tattiche di guerriglia largamente sperimentate e utilizzate negli anni, nei campi addestramento della 167, dei Quartieri Spagnoli, del Monte Rosa, del Rione Don Guanella. Feroci e determinate queste truppe al soldo del Sistema reclamano il loro esclusivo dominio su tutto cio' che e' stato da loro comprato e per anni protetto tencemente dai loro scudieri. Terreni abusivi, palazzi abusivi, strade senza fogne o allacciamenti elettrici. Coltivazioni intensive di Rom da furto in appartamento, enormi discariche a cielo aperto dove sversare quello che ti pare, o interi quartieri dove decidere cosa la gente puo' o non puo' comprare, perche' se non paghi la tassa al Sistema non metti a terra manco una cassetta di friarielli. Bancarielli di sigarette dove pure la Sindaca, prima di divenire ministro dell'Interno, non disdegnava di andarsi a fare una capatina, e centinaia di autocarrozzerie pezzottatrici di auotoveicoli. Falsi uffici assicurativi e delegazioni di prestanome buoni ad ogni uso. Testimoni falsi fuori al Tribunale e impiegati del Comune che ti dicono che per un estratto di nascita ci vogliono 15 giorni, ma se gli dai i soldi per comprare il caffe' te lo danno subito.
Non l'avevamo capito, tutto si e' compiuto. Forse, per commentare gli accadimenti di questi giorni, piu' che i giornali, sarebbe interessante andarsi a rileggere L'Apocalisse, tanto per capire quali saranno le prossime mosse dell'angelo sterminatore che non sembra lontano dall'arrivare. Sempre ammesso che, nel frattempo, le nostre stesse menti non siano state divorate dal tumore e dalla diossina.
Don Pe', Hidalgo, alziamoci, e' tempo di migrare.

MASANIELLO '78 ha detto...
Don Pedro, ciao sono Masaniello, che dirti davanti a questa deriva non resta solo che scappare visto che reagire è umanamente impossibile, quanti ne saremmo? Forse tanti forse pochi non so, noi ci siamo scontrati civilmente, ricorderai, io ho sempre sperato ma adesso non se ne può più, io la soluzione non la vedo, non saprei da dove cominciare in questo lerciume dove sovrasta la famosa triade di politica-camorra-plebeismo, però una cosa la voglio dire: scusateci italiani onesti e civili per l'immagine che stiamo dando del vostro paese, vostro, si perchè noi incivili e non, con la nostra incapacità di reagire non ce lo meritiamo, non meritiamo il diritto di essere Italiani, forse avete ragione non lo siamo mai stati, non lo saremo mai.

Questi due commenti convogliano anche i sentimenti e i pensieri degli altri che avete affissi voi altri. Mi scuso con tutti gli altri lettori se, per non intasare le pagine di pubblicazione, non ho pubblicato tutti i finissimi e sentitissimi commenti giunti da parte vostra in questi ultimi giorni nero pece - altri su milioni - per Napoli (ma non per la maggioranza dei napoletani, a quanto pare camminando per strada). Dai vostri commenti ho appreso e mi sono arricchito.

L' Orlando Furioso

Questo che segue è un commento, firmato "orlando furioso", apparso nel blog di Beppe Grillo nel post di quest'ultimo dedicato alla SdG, in risposta ad un altro commento. Ovviamente bisogna specificare che colui che ha postato questo commento, essendo napoletano, vivendo a Napoli (si suppone) ed essendo sopravvissuto alla SdG fino ad oggi, è anch'egli una grandissima lota da esposizione e molte delle critiche che elenca debbono essere fatte anche a lui e alla sua famiglia. Non c'è via d'uscita, non esiste redenzione, caro Orlando: puoi essere furioso quanto vuoi, puoi lanciare tutta la merda sul parcheggiatore abusivo che vuoi, puoi schifare, in pieno stile chiattillo posillipino con golfino di cashmere rosa a tracollo, il disoccupato organizzato che fa la manifestazione quanto vuoi, ma sei, irrimediabilmente e senza ombra di dubbio, un essere di sfaccimma, un appartenente alla SdG®. Con la differenza che ne hai preso coscienza (si suppone anche questo; perchè se credi di essere al di fuori del sistema che critichi, Orla', hai sbagliato palazzo, hai sbagliato strada ed hai sbagliato città). (Hidalgo)

Mi rivolgo a quello stronzo che ha scritto il post: Siete tutti bravi a sparare su Napoli e sui Napoletani . Tu sei solo un povero stronzo, tu sei un immondezzaio di merda tu e tutta la gente come te; tu sei quello che butta la spazzatura dal balcone e le cicche dal finestrino della tua macchina di merda; tu sei il leccaculo della camorra, quello che le dà potere; tu sei quello che incendia la munnezza per protesta; tu sei il disoccupato che va alla manifestazione in motorino e brucia i pullman al grido "vulimme 'o post!", tu sei quello che compra lo stereo rubato, quello che urla per la strada, quello che se ne frega dell'educazione, quello convinto di poter stare sempre al centro dell'attenzione perchè è di Napoli, quello che si vanta di essere uno scugnizzo, quello che fa il mariunciéllo, quello che si vanta per la camorra, per i vicoli pullulanti di plebaglia infame e assassina, quello che va cantando con ridicolo orgoglio "comm è bbèll 'a città 'e pullicenell".

Tu fai semplicemente schifo!, la gente come te hanno rovinato quello che era un paradiso in terra, quelli come te non hanno dignità, non sanno cosa sia l'onestà, siete senza pudore,tu sei quello che ha votato e voterebbe ancora Bassolino-Jervolino; tu sei l'ottuso che va ancora a fare il teppistello sullo stadio, tu sei quello che pensa di potere continuare ad andare avanti fottendo il prossimo, tu sei la vergogna d'Italia, tu sei la rovina di Napoli, della Campania e di tutta Italia. Io, quando sento parlare quelli come te,e purtroppo ce ne sono troppi, mi vergogno di essere Napoletano.

Quelli come te, che si vantano di Forcella e della munnezza, li brucerei nel Vesuvio, per colpa tua io sogno notte e giorno come fuggire da questo posto, tu appesti questa terra; Tu Pulcinella, i Neomelodici, la Camorra, 'o ccafè, 'a pizza, 'o mar, 'o ciel...

Mi fate schifo! VERGOGNATEVI!IMPARATE A RENDERVI CONTO DI QUANTO FATE SCHIFO (VOI) E FORSE SI POTRA' TROVARE LA DIGNITA' PER RISOLLEVARCI.

Un Napoletano (orlando furioso 05.01.08 18:57)

sabato 5 gennaio 2008

Attizzando i fuochi 'e Sant'Antuono

Sono perplesso sui fini persuasivi del giornalista pseudonomizzato 'corvo rosso' del 'Roma', classico giornale napoletano rinato come una fenice. Interessi di bottega, soffiar sul fuoco ora con queste pampuglie. E' istruttivo però fare nostre le sue considerazioni, che trovo in sé razionali, ineccepibili e addirittura morali. Il fine, presumo, sarà quello comunque di giornale di (pseudo)'opposizione' politica: arruffare il popolo per farlo saltar sul carro che aspetta al di là della strada? E vabbè, un popolo incosciente, semplice e felice come noi, in questa nuttata nera nera, che non passa da molti secoli, non aspetta che farsi dare un passaggio da un altro carro per accomodarsi solo un po' più in là. Vedremo come va a finire.

Intanto, nell'articolo qui di sèguito si fa cenno al colera famoso del 1973 (Napoli unica nell'occidente ipersanitizzato e tecnologico del XX secolo, si fece ripulire ancora una volta dal colera, come in un secolo qualsiasi dell'era preindustriale). L'altro colera famoso, sempre parlando del nòvero delle great epidemie più recenti nei secoli, fu quello di 24 anni dopo l'Unità del Regno col resto D'Italia, nel 1884 - anno a me caro perchè nacque mia nonna; e poi importante perchè si costruì il Rettifilo ( la grande via centralissima dove hanno messo i manichini impiccati l'altro giorno, nice!). Oggi finalmente ci risiamo, pare. E' tradizione, folklore, come le sfogliatelle e le pastiere a Pasqua. Se vi andate a comprare Storia fotografica di Napoli dal 1890 al 2003, centinaia di belle foto e reportages giornalistici di ciascun anno interessantissimi, nel volume degli anni 1969-1979, ci sono foto di Napoli e Napoletani artigliati dal colera del '73. Evento folk che io ricordo benissimo, pur nella mia piccola cella di memoria di bimbo che dovette, come tutti, vaccinarsi.
E ci sono anche foto di montoni di munnezza per strada e zozzimma assurda mista allo sgarrupo dell'intera città del '70 e '71; fotogrammi pari pari come nei miei ricordi del '74 -'77, fra i più gai. C'era l'emergenza rifiuti (tipico eufemismo mistificante della Sdg politica delirante, "emergenza"... ppuh!). Lo dicono le didascalie dell'album fotografico.

Quindi proprio come mi ricordo io: con mamma e papa' andavamo in auto dagli zii a Santa Anastasia (paesi vesuviani interni) e vedevo ste puttanone in piedi a rucielli (cioè in piedi disposte "a crocicchi", all'epoca ancora carne nostrana). Le ciacione carnalone napulitane doc, che si ascarfavano d'inverno la ciucètta coi fucarazzi dei montoni di munnezza e di pneumatici lungo tutta via Marina, montoni alti 3 metri; da piazza municipio alla reggia di Portici. Otto km di esposizione. la fiera del libro di Torino. Nessuno eccepiva niente. Forze dell'ordine? Naaaaa! Politici? Naaaa!Magistratura ? NaaaaaAA! I Presidenti Napolitani ? bhuuu! I presidenti di oggi facevano 'o mestiere pure loro, i segretari di partito..e con quelle 2 lire mettevano assieme na menestra ammaretata pe'campà, sempre tenendo d'occhio la riscossa d'e muort'e famm,per carità ! In Italia detti : i proletari .Bum!
All'epoca di chi era il potere di vita e di morte? Ah! Il sindaco mi pare fosse Valenzi (quello del nulla osta alle Vele di Scampia su progetto dell'architetto naponapo Franz di Salvo nel 1979).
Emergenza rifuti da 14 anni? Uhm... AHAHAHAHHAA! Colpa di Bassolino solamente! Mai arrivati cosi in basso! A morte Bassolino! AHAHAHAHHAA! Vabbuò, facciamo to-ttò su cculetto a Bassolino, ci basta che si dimette, e non se ne parli più! ccà iamm 'e pressa : amma magnà ! La memoria abrasa aiuta sempre la SdG a proliferare.

Plus ça change, plus c'est la même chose - Les Français.

05/01/2008 - E' peggio del colera del 1973 (di Corvo Rosso)

SIAMO AL CAPOLINEA. L’emergenza igienica è diventata una emergenza sanitaria. È peggio del colera del ’73. E’ a questo che ormai si deve far fronte. Ed è necessario uno sforzo solidale di tutti, non solo Napoli e la Campania, ma dell’intera comunità nazionale. La condizione è che vengano allontanati tutti i responsabili a cominciare dal sindaco e dal Governatore. Se si vuole evitare il peggio Bassolino e la Iervolino se ne devono andare. Da parte loro sarebbe un atto doveroso. Se il Presidente Napolitano vuole aiutare Napoli e la Campania, come ha sempre dimostrato di voler fare, dia una mano in questo senso e solleciti Prodi, Amato e Parisi a prendere provvedimenti adeguati alla catastrofe in atto. Quella di oggi è una emergenza peggiore di quella del vibrione di trentacinque anni fa perché il percolato delle ecoballe e la diossina dei roghi avvelenano la filiera alimentare con danni prevedibili ma non arginabili con adeguate profilassi. La scoperta di centinaia di topi morti sotto le montagne di rifiuti a Pianura, nella ex contrada Pisani, conferma il sospetto che la diffusione di infezioni e agenti cancerogeni è in atto. Siamo, dunque, in piena emergenza sanitaria.
La gente brucia i bus a Pianura perché è stata presa in giro da Bassolino che da sindaco aveva promesso su quella discarica, chiusa dopo 42 anni, un campo da golf, alberghi e un centro congressi La gente protesta e dovrebbe addirittura insorgere perché è inammissibile che in quattordici anni sia in costruzione un solo termovalorizzatore per il quale sono finiti i soldi, mentre sono stati bruciati due miliardi di euro per stipendi ai dirigenti del Commissariato, ben quattro sedi del commissariato, l’assunzione di 2.361 persone che non hanno mai lavorato, consulenze ad amici e parenti, decine di automezzi acquistati la sera e rubati la mattina, assunzioni clientelari per “un call center ambientale” mai entrato in funzione, progetti fantasiosi e costosi (10 milioni di euro) come l’installazione sui camion dell’immondizia di un sistema informativo collegato al “Network Tecnologia Ambientale”, un fallimento totale ed innumerevoli altri sprechi verificatisi in massima parte nei quattro anni di gestione Bassolino, tutti documentati dalla prima relazione della commissione bicamerale per lo smaltimento dei rifiuti presieduta dall’onorevole Paolo Russo nel gennaio del 2006 e successivamente confermati dall’attuale presidente l’ex bassoliniano ora socialista senatore Roberto Barbieri.
La gente è incazzata perché non si fida più di istituzioni che fino ad ora hanno dormito e media che hanno taciuto o minimizzato. Se alla Regione o al Comune ci fossero stati uomini del centrodestra, arresti, inchieste, sospensioni, perquisizioni, sequestri, intercettazioni, azioni di responsabilità, ecc. avrebbero intasato gli uffici giudiziari e riempito Poggioreale; si sarebbero mobilitate tutte le magistrature, penali, civili, contabili, amministrative e, per l’immondizia nelle strade, avrebbero mandato un avviso di garanzia anche a Berlusconi. Le responsabilità sono di chi governa da quindici anni con poteri assoluti e ingenti risorse. Il centrosinistra rifletta sui suoi errori e faccia più di un passo indietro. E la magistratura faccia sì che la giustizia sia uguale per tutti. (Corvo Rosso)


(Dal quotidiano Roma del 05/01/2008 )

Le bolle di sapone di 'o cacaglio

Il portiere del mio palazzo mi disse tanti anni fa, nel 1993, all'inizio della satrapia di Bassolino, che girava tale voce: appena insediato a palazzo San Giacomo, Bassolino si vide costretto a pagarsi un professore di lingua italiana e grammatica per riuscire ad affrontare delle conversazioni di base, ora che stava entrando nel beau monde delle visite internazionali. Nell'ovile del partito fino ad allora dove il vocabolario era ristretto, contava esser lesti al tressette fuori al bar del paese: "lotta operaia", "abolizione della borghesia" e non so che altre amenità. Soprattutto studiò a tarda età come convertire la sua fonetica, prettamente provinciale, in fonetica italiana. Il partito (quale?) aveva imposto ai propri chierichetti solo l'apprendimento di due vocaboli, il resto della capacità di eloquio non importava: soldi e potere. E' un gossip, un pettegolezzo, chissà qual'era la fonte maliziosa che lo diffuse arrivando all'orecchio mio portiere (della stessa ridente cittadina di Bassolino).

Vediamo oggi come e se ha fatto tesoro di quelle lezioni di lingua e pronuncia italiana con queste esilaranti bolle di sapone che gorgheggiano dalla sua bocca. Tenete sempre presente che ha ricevuto voti per il 60%, percentuali cosiddette bulgare. Chissà perchè i Napoletani continuano a scegliersi semianalfabeti per farsi sterminare...

Notate anche la fatica a non balbettare (incacagliare, 'o cacàglio, soprannominato qui in lingua napoletana). Sembra che l'emozione nel dire cose senza senso lo faccia ricadere nel suo difetto elocutivo giovanile che tanto ha lottato per eliminare. Comunque Lui non si dimette (come se poi dimettersi fosse una sanzione adeguata per quanto ha fatto, manco dimettersi... ppu!).

La sfaccimma della gente e il forte sentimento per la comunità e per la propria terra


La migliore Protezione Civile mai vista? Un popolo che ama la sua terra e ama se stesso! La vecchietta non dà l'impressione di far parte dei cani arraggiati di Pianura sguinzagliati dal Sistemaclan e non pare che qualcuno stia per dare fuoco al petrolio con un micciariello. Come mai?

La Sfaccimma della Gente (che siamo noi medesimi di persona tali e quali) ama fino a dare la vita per la sua terra (a parte l'ammore pe 'o sole, ovviamente, che non si può toccare, e pe 'o golfo, che non sappiamo ancora come piastrare di cemento per farci villini abusivi in stile fantakitsch).

Da una lettera alla redazione di "Italians", rubrica del Corriere Sera tenuta dal giornalista Beppe Severgnini, oggi 4/1/08, leggiamo :

I rifiuti in Campania e le spiagge coreane

Caro Beppe, leggo sui giornali e vedo in televisione le montagne di rifiuti che invadono le strade nelle città campane e riesco con difficoltà a seguire le ragioni di questo disastro. Osservo tuttavia un atteggiamento comune: tutti (cittadini, politici, responsabili) protestano, si lamentano e non fanno nulla, vivendo tra i rifiuti. Negli stessi giorni, un disastro ambientale ha colpito le coste ed i mari della Corea del Sud: l'ennesimo cargo ha perso fiumi di petrolio devastando le spiagge. Sapete come hanno reagito i coreani? Migliaia di persone, spontaneamente e volontariamente, giovani, anziani, ricchi e poveri, residenti e non hanno passato giornate del loro tempo libero ripulendo uno a uno i sassi delle loro spiagge dai residui di petrolio e hanno considerato il farlo, una cosa normale.
Ora, mi risulta difficile commentare i due fatti e lascio a ognuno le proprie considerazioni e pensieri augurandomi che nel 2008 tutti ma soprattutto noi italiani saremo in grado di pensare un po' più al bene comune e non sempre al proprio interesse, magari anche a costo di qualche sacrificio. (Andrea Favara)




Ggènta bbèlla 'e Napule, mettìteve scuorn!

Parla il pompiere ferito dai petardi nascosti tra le sacchette: un percolato di bella Napoli

Napoli - Il vigile del fuoco Mimmo Vituat sta steso con la flebo nella vena su una barella di ospedale dove gli hanno detto che passerà la notte (perché, ovviamente, i letti veri sono tutti occupati), si massaggia la faccia pallida e dice con un filo di voce: «Siamo disarmati. Non possiamo farci niente». Parla della città che brucia nella notte, delle montagne di immondizia date alle fiamme in tutta la periferia. E parla naturalmente del mucchio che bruciava in via Stadera, nel cuore di Poggioreale, e che gli è esploso in faccia mentre lo stava spegnendo insieme ai colleghi. Si è ritrovato faccia sull'asfalto, a tremare e a delirare con le orecchie che gli fischiavano. È rimasto sull'asfalto un quarto d'ora prima che arrivasse l'ambulanza. Venti metri più in là, il branco dei guappi del quartiere si godeva la scena chiacchierando e ghignando, e tra di loro magari c'era chi aveva dato fuoco al mucchio, magari anche chi nel mucchio aveva lasciato i botti di Capodanno esplosi addosso al pompiere Vituat.

La storia dell'emergenza rifiuti a Napoli è anche la storia di chi sta in trincea. Dei celerini che si alzano alle due per andare a forzare nelle tenebre il blocco della discarica di Pianura. Dei carabinieri, delle Volanti, delle ambulanze impegnati nelle centinaia di pezze da mettere a questo disastro. E soprattutto dei pompieri del comando di piazza Tarantini, che di questa emergenza devono fronteggiare il lato più surreale: quello di una popolazione che per protesta decide di autoavvelenarsi appiccando fuoco a mucchi di spazzatura che contengono di tutto, e che riempiono le strade di un fumo acido. «Non mi capacito - dice Salvatore Ferraro, trentadue anni di incendi sulle spalle - è come se non capissero che con gli incendi il disastro spazzatura diventa dieci volte più grave, e che a pagarne le conseguenze sono loro».

Eppure gli incendi non si fermano. Ottanta l'altra notte, cento ieri. Un'ora passata nella centrale operativa del 115 è il racconto di una città impazzita, i telefoni che suonano in continuazione, brucia Arzano, brucia Ercolano, brucia Secondigliano. «Chesta è 'na guerra»: e al vigile Gigi Fioretti cascano le braccia, al centesimo napoletano che chiama e sbraita e insulta perché l'autobotte ancora non si vede. Fuori a bruciare è la Napoli vera, non quella del ridotto luminoso di Toledo e di piazza dei Martiri, sempre più assediato, ma quella dei quartieri popolari, delle banlieu disperate e degradate. È lì che devono avventurarsi le autopompe rosse dei pompieri. Ed è lì che li aspettano agguati come quello che ha investito Vituat: «Non voglio credere - dice il comandante Bonessio - che siano gesti fatti apposta per farci male. Ma è sempre così. All'altra emergenza rifiuti, nei mucchi di spazzatura incendiata c'erano persino le bombole cariche di gpl».

Così ai pompieri e ai poliziotti tocca dannarsi l'anima, tra riposi che saltano e turni di ventiquattr'ore, per salvare gente da cui non si sentono amati e che non ricambiano. E in quella malabolgia che è l'astanteria del San Giovanni Bosco, l'ospedale dove hanno ricoverato il vigile ferito, a un medico di un'autolettiga scappa - quando gli raccontano dell'immondizia esplosa - un «Salviamo gente che non se lo merita» che la dice lunga sull'aria che tira. Nel pronto soccorso accade di tutto, ragazze che urlano in crisi isterica, donne che si picchiano con furia incredibile, coltelli a serramanico che appaiono qua e là, mentre la radio della polizia annuncia che al rione Traiano le Volanti sono state aggredite e devono battere in ritirata. «Eppure - dice un infermiere - io penso che i napoletani siano troppo buoni. Altrimenti tutta questa immondizia l'avrebbero già scaricata sotto la casa di Antonio Bassolino». (Il Giornale 4/1/08)

martedì 1 gennaio 2008

RRJ ci ha fottuti anche a capodanno

Ore 04.41am, ero indeciso se sfogarmi o no, non volevo annoiarvi con un susamiello ma poi ha vinto la rabbia e scrivo; dovete fremere appresso a me di rabbia e sdegno: ero da solo, son sceso di casa alle 1.30 stanotte per andare a vedere 'e fuoche ammare come diciamo in lingua. Avevo letto di questo sul nostro rotolo di carta igienica locale, "Il Mattino", e visto i tabelloni pubblicitari di merda piazzati a stuprare la città e i panorami del golfo dalla assessorA allo stupro urbano Gambardella. Io, fesso di merda che sono, ci cado sempre e credo ancora a qualcosa seppur minima dovendo scontare il purgatorio qui. Alle 02.00, il lungomare Caracciolo era sufficientemente pieno di gente accorsa per spensierarsi 15 minuti, tranquilla devo dire. Anche i giovani, in auto, pareva di stare a Oslo, mi meravigliavo, tutto molto civile, silenzioso. Anche i tamarri, civili per un'ora. C'erano vecchi e bambini. Lo spettacolo di fuochi nella notte ti apre l'animo, rasserena. E' sempre bello, ad ogni età. Per me Capodanno era questa cosuccia ingenua e poi stare fra gli altri miei simili, i naponapo, con sconosciuti per un sorriso, un augurio, una chiacchiera.
Bene, si sono fatte le 04.00 , dico le QUATTRO! Tutti guardavamo Castel dell'Ovo e NIENTE! Un cazzo di niente! Migliaia di persone venute con auto e metro da tutti i quartieri di Napoli verso il lungomare, vecchi, bambini, coppie, turisti (poveri stronzi non ancora scippati e scivolati su una sacchetta di munnezza, avvertiti forse dai receptionists di quei 4 alberghi di pseudolusso penosi che affacciano sul castello). Figura di merda nera con gli stranieri. Tutti a ghiacciarci per 2 ore e 30!
Ognuno, senza brontolare troppo, è andato via e tutti, anche se napoletani preparati ai peggiori tiri mancini, abbiamo accusato malamente proprio 'sto sputo in faccia anche il 1° dell'anno che ci ha lasciati delusissimi e stanchi.
Io ero furioso; non per il mancato spettacolo ma perchè ancora una volta quella 'nguacchiata zucculona di RRJ (come la ha chiamata a buon diritto la grande zantraglia di Ponticelli di nero vestita nel filmato), o chi per essa, ci ha trattati fin dalle prime ore dell'anno nuovo come cani (sarebbe uguale con chiunque altro al potere in questa topaia; tra topi come noi vigono quelle regole di etologia animale dei mùridi, non quelle umane, no?).
Cioè, le guardie municipali avevano bloccato il traffico e transennato pure tutto da piazza Vittoria al Palazzo Reale. Stavano facendo il loro dovere: erano guardinghi addirittura verso furbetti con l'auto. Anche loro fottuti, nel loro lavoro sputati in faccia. Alle 3.30 hanno sbaraccato tutto, senza sapere manco perchè, e se ne son andati pure loro. Mi sono avvicinato ad una vigilessa e ho chiesto il perchè: "Signore, mi spiace, anche noi non ne abbiamo la più pallida idea, abbiamo provato a telefonare all'ufficio del Comune, non ci risponde nessuno". "Sono allibito; non per noi che siamo bestie e non abbiamo diritto al rispetto minimo, ma per voi che state attorno a quella stronza scrofa e non ne sapete niente!". "No Signore, si sbaglia, lei non sa che razza di bestie siamo noi, come siamo trattati e cosa subiamo... Sono desolata perchè porto questa divisa e non so darle manco una risposta. Lo so, e' molto squallido: manco i fuochi a capodanno organizzati con decenza".
Ora, io vi chiedo, se non è responsabile lei, perchè, chessò, ora sta a Roma strafogando e abita alla Balduina (poi c'ha il pied-à-terre a Spaccanapoli di fronte alla basilica di Santa Chiara) chiunque sottoposto, lurido ratto, perchè non era al posto suo a dar direttive o informare polizia municipale e questo popolo bolso di andarsene affanculo a casa in tempo? Ce lo siamo dovuti capire da soli che abbiamo buttato una nottata a guardare l'aria e a gelarci, perchè a loro, i figli di cani della politica gli era passato 'o ggenio? Ancora nesuno sa cosa sia successo. Per due fuocarazzi di merda.

Ma se fanno cosi per 15 minuti di fuocarazzi a mare davanti a migliaia di cittadini (?) con sommo disprezzo, cosa succederà quando il Vesuvio farà la sua prossima catastrofica eruzione (è solo questione di tempo)? O cosa con un qualsiasi grosso problema di ordine e salute pubblica?
Ma vi rendete conto in mano a chi sta la nostra vita? Voi mangiate babbà, mi raccomando. Futtitevénne. Non ci arrevotiamo mai. Colludiamo, facciamo i conniventi, azzuppiamo pure noi con loro dal piatto di minestra.
Io ho ancora la bava alla bocca per lo sdegno e la rabbia idrofoba. Ma ci pensate cosa ci aspetterà per i prossimi 365 giorni ad aver a che fare con quelli del Comune di Napoli per ogni necessità quotidiana?
Non mi consola pensare che il Vesuvio ci seppellirà finalmente, perchè quella là e tutti i suoi àscari schifosi degli assessori e tutti i successori di questo sistema, giù fino all'ultimo lottizzato, di sicuro si salveranno scappando con gli elicotteri insieme al conte Dracula, suo signore. Solo la sfacimma della gente creperà sotto lava e cenere, ed è troppo poco. Ma resterà sempre la radice della malapianta napoletana a far del male sulla Terra. Più lo sputo in faccia è a causa di questioni minime e banali più è grave l'offesa, più la esasperazione diventa cupa, più si ha la percezione orripilante di stare in una scarrafunera.

Buon anno a tutti. Abbiamo iniziato bene.