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lunedì 17 dicembre 2007

Cose da fare in agenda...

§ Sfaccimma & Menzogna Clouds §

Reazioni alla cattura del Nobile Napoletano E. Contini, gli amici di vecchia data ...

MASTELLA: UN FARABUTTO IN MENO
Il ministro della Giustizia: «Complimenti alle forze di polizia, abbiamo eliminato un farabutto dalla circolazione»


AMATO: LI PRENDEREMO TUTTI
Il ministro dell’Interno: «Abbiamo detto che li prenderemo uno ad uno. Lo stiamo facendo e continueremo a farlo»


JERVOLINO: SCARDINARE I CLAN
Il sindaco: «È un arresto importante che contribuisce a scardinare la rete criminale che mortifica e ferisce il nostro territorio»

Il Mattino 16/12/07

***

...uhm ...Interessante stamattina il giornale...umble mumble...

beh..dopo la lettura delle news è bene che mi faccio la lista per stamattina...

uhm.. Lunedi 17 dicembre...

Agenda della settimana, cose da fare ...uhm..dunque vediamo...


  • Telefonare ad Eduardo - avvertirlo di Clemente che andrà a fargli visita prima del quiz in cabina - far sapere a Clemente come partecipare al quiz di Mike Bongiorno come secondo candidato della squadra dal Sud 'i farabutti' . - rammentare a Clemente che non è carino quanto ha detto pubblicamente di un suo amico cosi stretto..mi spiace se l'amicizia si spezza... X

  • Mandare un fax a Giuliano per l' indirizzo di quel chirurgo di rino-plastica, Mastro Geppetto , di cui mi aveva chiesto per accorciare il naso - Comprargli dell' Emmenthal da lasciare nella ciotola per pranzo X

  • Mandare l' ovicoltore Bassovino a raccogliere le uova deposte da rosetta nel pollaio in campagna per lo zabaione fresco ai bimbi prima che vanno perute. - farci fare il brodo per la cena di domani - non serve manco più per le uova , troppo vecchia. da ricordare alla governante X

  • Ringraziare Eduardo per tutto quel che ha fatto per noi in questi anni - mandare auguri per vincita al quiz a premi per chiedere di aiutarci - cartolina di Natale con carillon da comprare a via dei Mille... X
  • Comprare Glade-assorbiodori per la puzza di sfaccimma peruta nella stanza . e un anti-termiti. arieggiare X

  • Trasferire tutti i soldi su banca estera prima che sia troppo tardi ... XXXX
  • OK

martedì 11 dicembre 2007

Soap-opera napulitana: Un posto al... camposanto

Il Mattino 11/12/2007

Dopo l’assalto a Gay-Odin, allarme di Ascom e residenti. L’editore De Matteis: «Qui nessun controllo»
Decumani, raid di finti agenti della polizia
La denuncia dei commercianti: «In campo anche bande con palette della polizia»
Ai Decumani si è vista perfino una pattuglia di finti agenti con palette della polizia, pronta a rubare l’auto di un gruppo di turisti palermitani.[...] E ogni commerciante dei Decumani ha da riferire di scippi, rapine e furti che scoraggiano gli acquisti e mettono in fuga i turisti anche in questo periodo pre-natalizio. Dopo l’aggressione con furto e pestaggio subita da Massimo Schisa, il gestore di Gay-Odin, cresce la rabbia tra negozianti e residenti del quartiere più antico di Napoli. E l’editore Stefano De Matteis, che lì vive e lavora, sottolinea in un’intervista: «Scippi e rapine sono in aumento perché qui nessuno controlla. E si spaccia come a Scampia». Intanto anche a Chiaia cresce l’allarme: bulli in azione davanti ai cinema.
***
(UASHAHAHA !Questa è bellissima !! L'hanno scampata perchè erano Palermitani e hanno vattuto la sfaccimma dei napoletani , leggete !
«Il fuoristrada era a metà di via San Sebastiano quando una pattuglia di finti poliziotti intimò l'alt. Ma i turisti palermitani non erano tipi da farsi fregare, erano grandi e grossi anche loro, scesero e picchiarono i malviventi che volevano rubare l'auto. Tutto in pieno giorno, tutto tra i turisti che passeggiavano».
***
Alessandro, il proprietario di «Scriptura», un negozio di articoli artigianali, racconta la vita difficile di chi gestisce un'impresa nel centro storico. Una vita resa ancora più dura dalla paura per i finti agenti che hanno organizzato le rapine ai danni degli ignari turisti (ma anche dei poveri napoletani che tentano lo shopping natalizio) nelle strade del centro storico. Quelli che hanno assaltato il fuoristrada si sono spacciati per falchi: avevano le pistole, ma anche le palette per bloccare. Un’arma impropria che fa paura almeno quando le rivoltelle. Il negozio di Alessando si trova a pochi metri da quel «Gay Odin» dove sabato due banditi sono entrati e hanno preso a pugni il gestore di Gay-odin che ha rischiato di perdere un occhio. E lo scoramento, la rabbia, crescono tra i commercianti che hanno bottega in quelle vie che il progetto «turisti sicuri», varato dalla prefettura e finanziato dalla Regione con 300mila euro, avrebbero dovuto blindare. «Alle 20 scappiamo a casa - continua Alessandro - fino a due anni fa, invece, restavano aperti più a lungo. Di sera in via San Sebastiano non si trovano più negozi aperti». [...] «In via Cisterna dell'Olio, Massimiliano vende kebab nel negozio «Vite Vite». Lui e i suoi soci hanno subito già quattro tentativi di rapina, ma sono sempre riusciti a mettere in fuga i malviventi. «Perché noi in questo negozio siamo in tanti», spiega.[...] Poi è arrivato l'indulto a peggiorare la situazione». Una clientela sempre più esigua: lo conferma anche Anna Pinto, che in via Cisterna dell'Olio, gestisce il ristorante «Bencott». «Io credo che le agenzie turistiche sconsiglino di venire di sera nei vicoli del centro storico: prima c'era movimento, ora non c'è più nessuno. Perciò abbiamo rinunciato anche alla vigilanza privata». Tanti i rischi quotidiani: «Noi dal mercoledì alla domenica chiudiamo a notte fonda e a quell'ora le forze dell'ordine non ci sono più - dice Anna - io ho abito a 50 metri, nonostante ciò ho subito due tentativi di rapina, perciò ormai torno a casa in auto». Cristian Scelzo lavora nel bar Caffè del centro antico: «La settimana scorsa ho visto uno scippo a una ragazza, ma non sono riuscito a intervenire - racconta - Via Benedetto Croce la notte diventa terra di nessuno: non ci sono forze dell'ordine, spesso sono rotti anche i lampioni». L'artista Lello Esposito, che ha il laboratorio in piazza San Domenico dice: «Quando ho saputo della rapina a Schisa sono rimasto scioccato: giorni fa i Decumani erano affollati dai turisti, c'era aria di festa. Perché noi napoletani insistiamo a farci del male da soli?»

***
Nei Decumani ci vive e ci lavora. Stefano De Matteis, editore e professore universitario, ha gli uffici e la redazione dell’Ancora del Mediterraneo a Mezzocannone e abita, da quasi vent’anni, ai Tribunali. La rapina al gestore di Gay-Odin è solo l’ultimo drammatico episodio di criminalità. Che cosa sta succedendo? «Per un paio di mesi siamo stati tranquilli, subito la grande retata di prima dell’estate. Ma già a settembre siamo caduti dalla padella alla brace. Gli scippi e le rapine sono ripresi. I vecchi sono stati rimpiazzati dai nuovi, più agguerriti». E cosa dice la gente? «Scippano perché non c’è nessuno che li controlla». La polizia? I vigili? «Macché, quelli chi li vede mai. Si riferiscono ai piccoli boss del quartiere che ora sono in prigione e che prima impedivano che si aggredissero i residenti». [...] Sono cambiati i Decumani? «Sono diventati terra di nessuno. In passato, prima della crescita del turismo, erano frequentati quasi esclusivamente da napoletani. Da anni c’è un giro nazionale e internazionale. Quindi è cresciuto il numero di prede a disposizione degli scippatori. Ma è cambiato soprattutto il quadro sociale ed economico. Tranne i pastorai di San Gregorio Armeno, sono scomparsi tutti i vecchi mestieri senza che ne nascessero di nuovi». Però c’è stata un’esplosione di luoghi di ristoro. «Ma non fanno qualità. E spesso di sera sono chiusi. Sono pizzerie fast food per un turismo fast food. Lo stesso discorso vale per il bed & breakfast. I turisti ci restano giusto il tempo per le gite a Pompei e nelle isole. E poi spendono poco e non qui. Anche a San Gregorio vanno a fare foto e a guardare. E basta. È un turismo di massa, e di basso livello. Ma più grave di tutto è la totale mancanza di spazi per i residenti dei Decumani. Non offrono niente.[...] Via gli artigiani, chi è venuto ad abitare nei vecchi grandi palazzi? «A poco a poco stanno arrivando architetti, professori universitari. Ma è un processo lento». Prevale la paura? «Purtroppo ancora sì. In certe zone dei Decumani poi c’è uno spaccio di droga che sembra Scampia». Si rischia di più di notte o di giorno? «Di notte sicuramente, anche se ho sentito di gente scippata alle sei di mattina, quando andava a lavoro». Che cosa auspica? «Una socializzazione vera. Vorrei che si ritornasse a una sana etica della strada, quando si poteva dire a un ragazzo: ”Questo non si fa, stai sbagliando”. Ora provate a rivolgervi a un ragazzo con questi rimproveri, dettati dal buonsenso e dal rispetto, vi aggredisce. E così, non vedi, non senti e non parli».
***
Avviso : Ricordate sempre questi nomi e i volti affissi qui di sotto, quando capiterà a voi; è solo questione di tempo , è matematico ; vi capiterà di passare per il pronto soccorso del Pellegrini. Unica differenza fra voi struppiati e ciaccati sarà fra chi si è subìto pure la faccia scunzulata o indifferente del uardio alla questura o dai carabinieri e chi non ci sarà andato per non buttare altro sangue inutilmente tirando dritto verso casa o verso l'ospedale con le ferite aperte.

Allora, Casting dei protagonisti della Soap-Opera 'Un Posto al ..Cimitero' in onda ogni giorno sulle reti Tv teleAkery nella vostra Capitale :

  1. 'O Regno 'e Napule

  2. 'O Sistema

  3. 'O Sfaccimma ro Napulitan' e mmèrd

  4. 'O Sfaccimma ro Napulitan' Sùccube 'e mmèrd

  5. 'O Prefiétt Alessandro Pansa ( opp. Panso' )

  6. 'O Quistore Oscar Fiorilli, ( e cchi è?)

  7. 'O Ministr re LL'Affare Interni 'On Giuliano Amato ( detto: Duttò Sòrice Sottile),

  8. 'O Ministr Uardiasiggille 'On Clemènt Mastella ( anche detto: Sua bOss-ezza Reale)

  9. 'O Primm Ministr Romano Prodi ( anche detto : Monsieur Encefalite Letàrgica) ,

  10. 'A SìnnacA Rosa RussA JervolinA,

  11. 'O Uernatòre Antonìu Bassolinescu I, conte di Dracul.
  12. Comparse : Nu Gran Visir ra Sìnnaca: 'O GrandO Assessor' Ferdinando di Mezza ( agli impianti tecnologici (a Napoli ?) : supervisore telecamere a circuito chiuso per pubblica sicurezza mai messe in funzione)

FOTO dei personaggi in ordine di apparizione

1 2 3 4 5









6 7 8 9












10 - 11 & 12


Grazie ai LORO altissimi principi giuridico-politici-filosofici,ogni misura di repressione penale/recupero sociale è VIETATA con l'illusione di non smerdare i compagni di merenda della Sinistra al potere . In forza del LORO DOGMA religioso, dove stanno le Vestali della Sinistra vige pace , amore, arte, bellezza, civiltà e fantasia ( e pulizia delle città..) .Chi si oppone e urla di orrore davanti alla realtà è fascista, qualunquista, demagogo e populista. E va ostracizzato. E bbast ! E per onorare i Santi Principii Religiosi delle Libertà individuali dei criminali e della Non-Violenza, fiori all'occhiello della migliore Sinistra Radical-chic Miliardaria, tali principii vengono applicati e sperimentati sulle vite della Sfaccimma-della-GenteSuccube. Ché pure è na cosa bbòna, se leva nu pucurill 'e munnezz ra miez' a via. Ne siamo tanti qua che aspettiamo di diventare piezzi...

PS. Sarebbe lo stesso con la Destra al potere, non vi frusciate, ma lì sarebbe tutto sùbito lampante , strafottenza crassa e magna-magna schiaffati in faccia un tanto al kilo senza tutte ste pecette filosofico-politiche-ideologiche che vestono ste facce di culo)

Disse lo scrittore Ennio Flaiano : '' Se non sei Fascista, Comunista, Mafioso o Democristiano ci sono poche probabilità che tu sia un Italiano ''

sabato 8 dicembre 2007

Il 95% della SdG non si lava, convive con la sua propria sfaccimma




GLI EFFETTI




L’allarme dal Censis
Il 95% dei Napoletani convive con la camorra
. Il rapporto Censis «sulla situazione sociale» del 2007 in Italia non fa sconti al capoluogo napoletano, che strappa a Palermo un primato poco invidiabile. La fotografia della relazione tra popolazione e camorra è «drammatica», per usare l’espressione degli specialisti dello stato di salute del nostro paese. Il 95 per cento dei napoletani (in città e in provincia) convive con la camorra. Il Censis
parla di «stress criminale: la contiguità con le logiche criminali produce un vulnus alla convivenza civile, deprime lo sviluppo, condiziona le attività economiche e politiche».Napoli è in testa
«alle province che hanno la quasi totalità degli abitanti che convivono con le organizzazioni criminali». Prima di Napoli ci sono Agrigento (95,9), Caltanissetta (95,2). Mentre dopo il capoluogo partenopeo spuntano Trapani (91) e Palermo (90,9). Ma il rapporto Censis guarda anche alla percezione di insicurezza o di instabilità che appartiene ai cittadini che vivono «contigui» alla criminalità organizzata. Il nodo centrale riguarda soprattutto il rapporto con imprese e commercio, specie se si prendono in considerazione fenomeni come racket e usura o come la crescita di aziende foraggiate dal crimine organizzato. L’analisi offre un trend in negativo, anche rispetto all’ultimo dato ufficiale, che porta la data del 2003. Oggi il 33,1 per cento degli imprenditori intervistati dice he il racket nella propria zona di lavoro è molto diffuso. Circa un imprenditore su tre, dunque, lamenta una sensazione in negativo del fenomeno. Appena quattro anni fa, tre anni prima del raffronto fatto nel 2006, a dirsi convinti della presenza di attività di natura estorsiva era il 25,6 per cento. Più o meno la stessa sensazione, per quanto riguarda un altro reato che incide sul tessuto economico cittadino: l’usura. Siamo arrivati infatti al 39,2 per cento di imprenditori, che ritiene incidente l’usura nella propria zona. Più del doppio rispetto al dato del 2003: secondo le stime tracciate nell’ultima ricerca, infati, gli imprenditori che segnalavano l’esistenza dell’usura erano il 14,5 per cento. Non va meglio sul fronte del rapporto gli imprenditori e la cosiddetta concorrenza. In molti credono di essere costretti a difendersi da sistemi concorrenziali sostenuti e rafforzati in modo sleale. Il 48,9 per cento lamenta la nascita improvvisa di imprese concorrenti, sulla cui origine vengono avanzate non poche perplessità. È il capitolo sulle «organizzazioni criminali dentro le imprese», che chiude il rapporto Censis in modo poco gratificante per il sud Italia. Non vengono infatti dati elementi disgiunti, ma il discorso cade proprio su quelle realtà condizionate dalla camorra. Il 48,9 per cento vede una nascita improvvisa di imprese concorrenti. Il 15,1 per cento segnala una crescita della concorrenza grazie all’imposizione nell’utilizzo di manodopera contro il 5,8 del 2003; il 13,2 per cento crede che sia in crescita l’imposizione di forniture, mentre per il 58,6 per cento questo fenomeno non è presente. Il 45,3 per cento degli imprenditori giudica poco o per nulla trasparente gli appalti pubblici, mentre nell’indagine del 2003 solo il 20 per cento si era detto perplesso sulla gestione degli appalti pubblici. (Il Mattino 8/12/07)

Uff! E' sempre seccante vedere come si cerchi di separare, setacciare, lucidare, incipriare la Sfaccimma della Gente facendo credere che a Napoli e provincia ci siano Vittime & Aguzzini. Si cerca di disciogliere il grigio in bianco e nero. Vile Sfaccimmata! La verità è forse più cosi, altro che fregnacce del Censis.

giovedì 11 ottobre 2007

LA MACCHINA DEL TEMPO - VIAGGIO V

§ RADICI. LA SdG ATTRAVERSO I SECOLI. I NOSTRI ANTENATI §


+ + + =

Risate al Parlamento, II - L'inchiesta Saredo su Napoli

[...] L'11 dicembre 1900, Giuseppe Saracco, capo del governo e ministro dell'interno, nominò una '' Regia Commissione di inchiesta per Napoli '', presieduta dal senatore Giuseppe Saredo, presidente del Consiglio di Stato.
La commissione interrogò 1300 testimoni e il 22 ottobre 1901 pubblicò, in 11 volumi, i risultati dell'indagine. Al municipio di Napoli, accertò la commissione, era stata compiuta una quantità enorme di reati di peculato, di concussione e di falso : si vendevano in contanti persino i posti di guardia municipale.
Ecco un brano della relazione d'inchiesta :
*
'' ..[I politici e gli amministratori ] seminando la corruzione nell'elettorato facendolo funzionare solo a base di clientele e di interessi, mantenendo innestata la politica dell'amministrazione, aprendo alla camorra l'adito ad esercitare la sua prepotente azione elettorale e rendendola cosi quasi arbitra della vita pubblica, volgendo infine tutta la vita pubblica a servizio delle elezioni, determinarono anche nuovi e peggiori mali ... Il male più grave, a nostro avviso, fu quello di aver fattivamente lasciato ingigantire la camorra, lasciandola infiltrare in tutti gli strati della vita pubblica, e per tutti gli strati sociali, invece di distruggerla, o per lo meno tenerla circoscritta là donde proveniva, dagli infimi gradini sociali. In corrispondenza quindi della ' bassa camorra ' originaria, esercitata sulla misera plebe in tempi di abiezione e di servaggio, si vede sorgere una 'alta camorra', costituita da più scaltri ed audaci borghesi.
*
Costoro approfittando dell'ignavia della loro classe e della mancanza in essa di forza di reazione ed imponendole la plebe prepotente ed ignorante, riuscirono a trarre alimento nei commerci e negli appalti, nelle adunanze politiche e nelle pubbliche amministrazioni, nei circoli e nella stampa.
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Con lo sviluppo della camorra, la nuova organizzazione elettorale a base di clientele, di servizi resi e ricambiati in corrispettivo del voto ottenuto, sotto forma di protezione, di assistenza, di consiglio, di raccomandazione, rese possibile lo sviluppo anche della classe dei faccendieri o intermediarii, che nel periodo anteriore all'Unità d'Italia nel 1860 erano già un elemento indispensabile per ogni traffico di affari.
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[...] La camorra detiene al momento ancora più impero e potere in quanto si è accaparrata la gratitudine e l'appoggio di persone influenti della borghesia, che se ne servono a scopo elettorale.
*
Di questo appoggio si ha una prova assai eloquente se vediamo l'amministrazione dell'istituto penale dell'ammonizione applicata dalla questura.
Nel biennio 1898-99 di 633 denunce per ammonizione fatte dalla questura, solo 107 furono accolte, rimanendone pendenti, alla fine del biennio, 78 presso il giudice delegato e 26 presso il consigliere d'appello; per tutte le altre si dichiarò non luogo a procedere. I ladri e i malfattori più astuti e specialmente i camorristi seppero sfuggire al provvedimento, valendosi appunto di protezioni politiche. ''
*
Molti a Napoli e primo fra tutti il direttore del quotidiano Il Mattino , Eduardo Scarfoglio, che con sua moglie Matilde Serao, era stato personalmente tacciato di affarismo, definirono l'inchiesta Saredo un volgare libello diffamatorio. A Montecitorio, invece, molti parlamentari e fra essi l'onorevole De Martino, la reputarono ' un monumento di sapienza e di coraggio civile '.
Il 9 dicembre 1901, alla Camera si aprì il dibattito sull'inchiesta Saredo, allo scopo di prendere misure contro il problema Napoli. [...] Enrico Ferri, fondatore con Cesare Lombroso della scuola positivista di diritto penale si levò a parlare :
*
'' Nell'Italia settentrionale, ci sono delitti, ci sono malversazioni, ci sono tanti fraudolenti, ma sono individui isolati; nell'Italia meridionale, invece, la malattia ha forma infettiva e di epidemia. Nall'Italia settentrionale i centri di criminalità sono casi di eccezione, nell'Italia meridionale sono centri di eccezione, tanto più mirabili per questo, i centri di onestà ''
*
I deputati meridionali, a tali parole, si ribellarono, e siccome Ferri non volle chieder scusa, il presidente della Camera, Tommaso Villa, gli inflisse la censura. Prima di abbandonare l'aula, l'onorevole Ferri ruppe con un libro una porta a vetri e gridò : '' La camorra continua in parlamento ! ''.
*
Tutti i deputati scoppiarono a ridere.
*
[parte I pubblicata in La Macchina del Tempo - Viaggio IV]


***
Che dire?... dall'inchiesta Saredo e dalle parole di Ferri son trascorsi..106 anni, cioè 38.690 giorni, cioè 928.560 ore, cioè 55.713.600 minuti, cioè 3.342.816.000 secondi; e quanti milioni di Napoletani son vissuti senza mai concepire una vita decente e libera dall'assillo quotidiano di esser rovinati e fatti fuori in un qualche modo? (Ce ne facciamo noi SdG qui un problema ma loro no a dire il vero, stanno bene cosi, non gliene può fregar di meno di una vita libera...). Vissuti cosi, sempre uguali a noi stessi; generazioni sprecate, tempo sprecato, salute sprecata, lavoro sprecato. Evoluzione zero.
*
ERRARE HUMANUM EST; PERSEVERARE DIABOLICUM.

domenica 7 ottobre 2007

Spicciola Criminalità di Stato

Dal Mattino leggiamo una leccornia quotidiana fra le milioni (06/10/2007)

LA CITTÀ SENZA REGOLE
L’agente aveva parcheggiato nelle strisce blu.
La scena a due passi dall’ufficio dell’assessore alla Mobilità

Proviamo a telegrafare la notizia: vigile urbano cliente di un parcheggiatore abusivo in piazza Municipio. Proviamo a raccontare la storia che ha dell’assurdo. Il parcheggiatore abusivo era «al lavoro» dal primo mattino, un giorno di grande impegno perché quando c’è consiglio comunale piazza Municipio e le strade limitrofe sono piene di vetture e affollate di automobilisti in cerca di un parcheggio. Quando appare l’agente di polizia municipale, una donna, ci si aspetta un intervento e, invece, a sorpresa la vigile si fa consegnare le chiavi, sposta l’auto e va via. Il tutto tra l’indifferenza dei cittadini presenti in via Pisanelli, stradina a ridosso di palazzo San Giacomo e del palazzo della politica di via Verdi. Come se la scena fosse consueta, come se l’impunità fosse acclarata. L’attività di parcheggiatore abusivo in piazza Municipio è - in questo caso - consentita, osservata e incentivata da un vigile urbano. E purtroppo la storia della sosta gestita illegalmente in via Pisanelli è andata avanti per tutta la giornata, almeno dalle 9 e fino alle 18. Sia chiaro: la stragrande maggioranza dei caschi bianchi fa il suo dovere, quella di ieri è sicuramente una storia isolata ma proprio per questo più allarmante.
Il parcheggio controllato da un giovane in maglia nera e capelli lunghi è adiacente palazzo San Giacomo, forse proprio sotto le finestre dell’assessore al traffico Gennaro Mola. La scena dell’attività del pirata della sosta è visibile dalle finestre della sala stampa del Consiglio, in via Verdi. E osservare il ritmo frenetico con cui il parcheggiatore lavora ha dell’incredibile: sposta le auto, le sistema su strisce blu che nessun ausiliare o vigile controlla, sposta le vetture in doppia fila. Arrivano molte auto, per tutte c’è spazio. Basta fare manovra e farsi consegnare le chiavi, peccato che facendo retromarcia si esca dalla strada e si arrivi in piazza, dove i vigili dovrebbero essere di più. Dovrebbero. Quando il cliente torna, si incassa, si rispostano le auto e via così. Alle 15, quando sbuca l’agente di polizia municipale, tutto prosegue secondo copione. Il casco bianco non batte ciglio, non sanziona il parcheggiatore abusivo anzi gli chiede le chiavi dell’auto che evidentemente gli ha affidato. Troppe auto in piazza anche nei posti riservati alla polizia municipale, forse per non aver problemi la vigilessa ha deciso di lasciare l’auto nel vicolo. Forse. Tra parcheggiatore e agente di polizia municipale non c’è scambio di soldi, solo un saluto e l’auto dell’agente municipale che si allontana mentre il parcheggiatore continua a lavorare. Illegalmente, ovviamente.
Nei giorni scorsi il comando dei vigili urbani, d’intesa con l’assessorato retto da Gennaro Mola, aveva lanciato una vera e propria offensiva contro i parcheggiatori abusivi. Sanzioni e polemiche con la decisione, ovvia, di non ricevere delegazioni di abusivi che reclamavano a gran voce un confronto con l’assessore. «Perché dovrei riceverli? - aveva chiarito Mola - Sono degli abusivi, non capisco cosa potrei fare io».
La protesta culmina il 17 settembre con l’azione di alcuni abusivi che bloccano il centro mentre i controlli di repressione vanno avanti. Ieri però nemmeno una traccia dei solerti controllori che hanno dato la svolta con ganasce e verbali nelle strade del centro cittadino, nemmeno l’ombra di assessori che hanno invocato la tolleranza zero.


Aggiungo ques'altra chicca presa da repubblica.it (07/12/2007)

Auto blu in divieto di sosta (di Angelo Carotenuto)

UN PO' come nel film di Alberto Sordi. Il vigile che multa l’auto di servizio del sindaco. In piazza Santa Caterina succede di più. Le auto blu verbalizzate per divieto di sosta all’incrocio sono due. C’è pure quella presidenziale della Regione, in uso ad Antonio Bassolino. Finiscono multate per la stessa infrazione pure l’auto della scorta del governatore e la Fiat Punto marrone in genere utilizzata dal Comune di Napoli come vettura “civetta”, apripista lungo la strada per quella del sindaco: a bordo ci sono dei vigili urbani. Erano tutte parcheggiate ai bordi dell’isola pedonale di via Chiaia per motivi di sicurezza, in modo da consentire a Rosa Russo Iervolino e ad Antonio Bassolino di raggiungere senza rischi il vicino teatro Sannazaro, dov’era in programma a metà mattinata una convention in vista delle primarie del Partito democratico.
Quattro auto abbandonate momentaneamente anche dagli autisti. Momenti fatali. Perché alcuni residenti si affrettano a chiedere l’i ntervento dei vigili urbani, protestando per il caos in zona e per l’intralcio creato alla circolazione. Vedono che si tratta di auto blu, lasciate ai bordi del marciapiede della carreggiata destra, e il dettaglio fa crescere l’ira di chi si trova nel traffico del sabato mattina. Così, sul posto, in pochi minuti viene sollecitata a intervenire la pattuglia in servizio lungo via Chiaia, due “ caschi bianchi” conosciuti nel quartiere per il loro rigore. Ai loro superiori della locale sezione di polizia municipale, i due vigili riferiscono più tardi di aver agito secondo regolamento, utilizzando in un primo momento il fischietto per richiamare l’a ttenzione di chi aveva lasciato le automobili incustodite in divieto di sosta, e di aver proceduto a verbalizzarle dopo qualche minuto di attesa, dopo il mancato arrivo degli autisti.

Hidalgo

sabato 6 ottobre 2007

LA MACCHINA DEL TEMPO - Viaggio III

§ RADICI. LA SdG ATTRAVERSO I SECOLI. I NOSTRI ANTENATI §

La Polizia.

Di fronte ad una popolazione come quella di Napoli, di mezzo milione di abitanti, la piu' numerosa del Regno d'Italia in assoluto, di cui almeno 1/5 appartiene a quella che si è convenuto denominare ' le classi pericolose della società', popolazione passionale, proterva e brutale, spesso poco o niente rispettosa della proprietà altrui, ancor meno della vita umana (1), esposta ai peggiori esempi di governo e ai peggiori consigli dell'ignoranza e della miseria, quali armi ha la società onesta per difendersi ?

La polizia dispone di forze considerevoli. Essa può mettere in linea, escluse le guardie carcerarie, e senza contare la riserva di una guarnigione di 12'000 uomini, 830 agenti di Pubblica Sicurezza, 547 Municipali, 587 Carabinieri, 1195 Doganieri [oggi Guardia di Finanza, n.d.r.], in tutto più di 3150 uomini, agli ordini o a disposizione del Questore della provincia. Questo effettivo ( un agente ogni 158 abitanti) è tanto più sproporzionato rispetto al numero degli abitanti in quanto la necessità di sorveglianza contro attività politica non esiste, per così dire, a Napoli. Il partito borbonico [ I Borboni furono destituiti e scapparono nel settembre 1860 e il Regno di Napoli - il più esteso e popoloso della penisola - conquistato e unito all'Italia da Garibaldi per Casa Savoia, n.d.r.] non ha più di uno stato maggiore senza soldati, stato maggiore che ogni giorno scompare e aderisce al nuovo ordine; il partito repubblicano non cospira a Napoli, il socialismo ha pochissimi aderenti e le sètte anarchiche non sono quasi rappresentate. Tutte le forze di polizia possono dunque esser impiegate unicamente nella sorveglianza e nella repressione di contravvenzioni al codice, dei delitti e dei crimini di diritto ordinario.
I Carabinieri, simili ai nostri Gendarmi in Francia, sono impiegati soprattutto al servizio di mobilitazione.
I Doganieri [oggi Guardie di Finanza, n.d.r.] sono considerati agenti di forza pubblica, e concorrono senza limitazione di sorta alla repressione di tutte le infrazioni previste dal codice penale. A Napoli assolvono a due incarichi distinti. 470 sono occupati nel servizio di dogana; 725 sono comandati al servizio municipale del dazio, che il governo gestisce in monopolio dal 1881 per garantirsi dagli anticipi di spesa sostenute per la città.
la Guardie Municipali, in numero di 547, dipendono dal Comune come i nostri 'Sergents de Ville' francesi in provincia. Questo sistema ha degli inconvenienti, specialmente a Napoli.
Le Guardie, nominate dall'autorità municipale, dietro raccomandazione dei membri del consiglio comunale o dei grandi elettori di quartiere, i 'capurioni', non sono 'indipendenti' nell'azione repressiva . Devono tener riguardo dei loro protettori e degli amici dei loro protettori; necessariamente nativi di Napoli, essi hanno spesso semplicemente paura dei guappi, dei camorristi, e si allontanano quando odono colpi di revolver o vedono tirare di coltello (2) ; perfino durante il giorno, a maggior ragione dopo il cader della notte, non si vedono avventurarsi nelle strade e nei vicoli dei quartieri piu' antichi e bassi. E' vero che sono particolarmente incaricati di polizia municipale, ma non se ne occupano mai sul serio. Per gli stessi motivi chiudono gli occhi sulle contravvenzioni alla rete stradale; lasciano che i cittadini gettino a tutte le ore del giorno e della notte le immondizie per le strade, che stendano la biancheria alle finestre e sulla pubblica via, che pericolosi branchi di cani randagi e bestiole domestiche vaghino liberamente. Non osano assolutamente nè impedire ai caprai di passare col loro gregge sui marciapiedi delle strade piu' eleganti e frequentate, nè fermare gli innumerevoli mendicanti che assediano gli stanieri per via e fin dentro i giardini pubblici. Nella Villa Nazionale - il borbonico Real Passeggio di Chiaja - [oggi Villa comunale, alla Riviera di Chiaja, n.d.r.] a dispetto dei regolamenti, i cani scorazzano e defecano nelle aiuole, i ragazzi di strada seminudi ( gli scugnizzi) staccano i fiori e deturpano gli ornamenti marmorei, i venditori di ciarpame perseguitano coloro che passeggiano con un'insistenza ostinata. Se un viaggiatore in discussione con un cocchiere richiama la loro attenzione per testimonianza del torto che sta subendo, essi o si rifiutano o appoggiano per dispetto il cocchiere . Nessuna guardia interviene. Infine l'amministrazione interna del corpo della Polizia Municipale commette di continuo innumerevoli abusi. Il senatore Saredo, presidente di sezione del Consiglio di Stato, commissario regio inviato a Napoli nel 1891 per riportare un po' d'ordine nell'amministrazione municipale, ha dovuto destituire parecchi ufficiali della guardia urbana rèi convinti di '' aver tirato camorra'' trattenendo ai loro subordinati una percentuale sul loro stipendio, e sciogliere l'intero corpo per ricostituirlo del tutto con elementi piu' rispettabili. Nella relazione in cui esponeva i risultati della sua amministrazione temporanea, il senatore Saredo dichiarava che la polizia municipale di Napoli non aveva nè spirito di corpo, nè alcuna disciplina, e che era completamente immorale e demoralizzata. Aggiungiamo che dopo la partenza del commissario regio il nuovo consiglio comunale eletto ha puramente e semplicemente rimesso in carica il vecchio personale destituito e restaurato tutti i consueti abusi ...
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...In effetti molto spesso un Questore, a Napoli , non osa chiedere l'ammonizione per un uomo pericoloso, un camorrista per esempio, perché alcuni di essi hanno una certificato penale - incredibile a dirsi - ancora pulito, e non si può invocare a loro carico la voce pubblica; nessuno verrebbe a testimoniare...
... Alla vigilia di una manifestazione annunciata, come quella del 1° Maggio, o nelle circostanze eccezionali, la polizia fa una retata di 'ammoniti' e di 'pregiudicati', salvo rilasciarli l'indomani. Il servizio d'ordine con questa misura...è semplificato (sic!)
...Quando si esàmini il testo del codice Zanardelli sugli articoli relativi all'ammonizione, alla sorveglianza di alta polizia e alla relegazione, specialmente di quello che parla dell'associazione a delinquere, si vede che sembrano redatti apposta in vista della repressione della camorra napoletana e della mafia siciliana. L'associazione a delinquere cosi come si opera qui è sconosciuta nel resto di tutto il Regno d'Italia. In effetti, soprattutto a Napoli, è ai camorristi che le guardie di Pubblica Sicurezza sono chiamate a dare la caccia ogni giorno.
Perciò sulle 5000 guardie di P.S. incaricate della polizia in tutto il Regno d'Italia, 830, cioè la sesta parte, sono di stanza a Napoli. Fra loro non c'è che 1/10 di nativi Napoletani. Inoltre questa minoranza si compone interamente di ex-sottufficiali o di ex-carabinieri, uomini sicuri, indispensabili d'altronde in un paese del quale gli Italiani del nord non comprendono per niente la lingua.
Il Questore di Napoli ha sotto mano un personale scelto che egli può quadruplicare in caso di bisogno inquadrandovi le guardie municipali, i carabinieri, e le guardie doganali; egli ha un incarico di fiducia molto in vista.E' sempre uno dei primi, se non il primo poliziotto d'Italia. Egli non è come nelle altre grandi città della penisola, una sorta di commissario centrale, un semplice subalterno del prefetto di polizia, ma capo quasi indipendente e molto rispettato, perché si riconosce che è messo a capo di una vera e propria armata. Per la Questura Napoli è divisa in 14 sezioni, una per ciascuno dei 12 quartieri della città [ dopo il 1927 per la riorganizzazione amministrativa della città si contano - come ad oggi - 32 quartieri avendo inglobato i casali e i sobborghi piu' prossimi alla cinta daziaria : San Giovanni a Teduccio, Ponticelli, Barra, Chiajano, Secondigliano, Bagnoli etc.. , n.d.r.] più quelle di Poggioreale e del Vomero. Ciascuna sezione ha una brigata, con un ispettore e tre delegati. Ha inoltre 8 uffici distaccati con un ispettore e uno o due delegati, alla stazione centrale, a Capodimonte, e nei diversi sobborghi di periferia, San Giovanni a Teduccio, Portici, Torre del Greco, ecc. .
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...Ci sono per tutto il Regno d'Italia :
24.704 Carabinieri
16.003 Doganieri [ Guardie di Finanza, n.d.r.]
5.000 Guardie di Pubblica Sicurezza ( istituita con la 'legge Sarda' preunitaria del 30/9/1848)
5.907 Guardie Municipali nominate dai sindaci, di queste ultime :
Napoli ne ha 547
Roma ne ha 496
Torino 253
Firenze 189
Milano 175
Genova 131
Bologna 55
Palermo 143
Catania 80
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Note :
(1) Il 2 dicembre 1892 un individuo che aveva affittato un carretto a mano per 20 centesimi di lire non volle pagarne che 15; il noleggiatore, reclamando quanto dovutogli, ricevette come supplemento di prezzo una coltellata che gli squarciò tutto l'avambraccio in tutta la sua lunghezza. Lo stesso giorno, al vico Cariati a Montecalvario, un venditore di fichi d'India, Tore 'o Scemo, per una vertenza riguardante appena due soldi (100 soldi fanno 1 Lira) , sventrava un suo cliente, il panettiere Cagnazzi. Questi due fatti diversi, presi a caso dalla stessa edizione giornaliera di un quotidiano locale, indicano in qual conto sia tenuta in questa città - peraltro d'aspetto meraviglioso - la vita di un uomo meglio di dieci pagine di considerazioni filosofiche. Spiegano anche perché la pena di morte sia stata cancellata dal codice penale italiano. L'impiego di essa sarebbe troppo frequente e il suo effetto nullo.
(2) '' Il revolver è divenuto a Napoli una moda, una follia. I ragazzini cominciano a comprare pistole da 5 soldi nei negozi. Poi passano intere giornate davanti alle vetrine degli armieri a guardar, con gli occhi pieni di invidia, i revolver americai, piccoli, eleganti, disposti in modo civettuolo in file come coristi d'una compagnia d'operetta. infine quando cominciano a guadagnare qualche soldo, economizzano finché non abbiano ammucchiato una quindicina di lire. Allora, tutti felici di poter soddisfare il lungo desiderio, comprano l'arma, la mettono in tasca e vanno nelle strade, tutti fieri, con andatura da smargiasso. Guai a chi guarda uno di questi figurini, egli vi apostrofa, e se gli rispondete, comincia un fuoco di fila. Un povero diavolo che passa sovrappensiero preso dalle sue faccende, si busca il proiettile, vittima innocente...''
Il Mattino di Napoli, 1 luglio 1892
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Monsieur Marcellin Pellet, Napoli Contemporanea, 1892 .
Console Generale di Francia a Napoli dal 1888 al 1892

Camorra di stato

Ho adocchiato questo manifesto affisso sul muro esterno della chiesa di San Giuseppe al Corso Vittorio Emanuele una settimana fa; poco piu' avanti della stazione di Mergellina.E l'ho fotografato.

Un grido d'aiuto? Dei pazzi? Dei goliardi? Già eliminati dal Sistema ormai ? Inquietante e' quel : 'estorsione posta in essere da alcuni funzionari dell'Agenzia delle Entrate di Napoli' e quel : 'Il Quirinale ha imposto di non andar alla Prefettura'. Gravi illazioni. Ma noi , spontaneamente siamo propensi piu' a credere a quanto denunciato anonimamente che alle cariche dello 'Stato', no? ; sappiamo bene chi sono e cosa sono quelli che stanno al potere in Italia e qui, nella Serenissima Repubblica Di Camurrìa..

Ora, tutti sappiamo bene e lo vediamo ogni santo giorno, che siamo taglieggiati ed esasperati non solo dai camorristi in organico, ma da quelli che dovrebbero 'proteggerci' e mandar avanti la baracca ; cioe' quella Zona Grigia di Napoletani ( anticamente detti : La Buona Gente) fra cui coloro - tantissimi - che lavorano nelle funzioni statali : la sensazione è che stiano là solo per farsi la 'ricotta' sui cittadini . Il problema non sono i camorristi effettivi , ma questi qua, quelli della Zona grigia , contro cui e' piu' impossibile agire di quanto gia' non lo sia contro la Camorra. Non saremmo precipitati a questo punto senza la zona grigia, sicuro.

Qui si denuncia che la famiglia Sannino , dopo aver subito lo strazio della morte del figlio sparato alla tempia a fine anni '90 , oggi deve anche chiuder bottega perche' taglieggiata dallo STATO

Non sapremo mai quanta veridicita' c'e' in questo manifesto , che ovviamente non puo' recar alcuna firma di identificazione; e'una palude senza ossigeno, Napoli. Ma e' un buono spunto di riflessione; so bene che siete gia' pronti a far spallucce,o meglio farvi una risata, come sempre noi tutti .

Qui a Napoli chi di noi almeno una volta non e' stato ricattato, taglieggiato, estorto, corrotto (o a sua volta non e' dovuto ricorrere, per non soccombere, alla corruzione) dalle legioni di parassiti del comune, regione, forze dell'ordine, amministrazioni fiscali etc..? Tutto e' ordinaria violenza, tutto asfissia in questa citta', sottrazione di ossigeno continua.

Sbizzarritevi voi a fantasticare.
il post fa da buon 'pendant' a quello di Hidalgo qui sotto.

PS. Si fa riferimento nel manifesto a DAVIDE SANNINO, 19 enne coraggiosissimo e nobile vittima innocente di camorra per aver difeso un suo amico dalla rapina parlando con buone parole al camorristello apprendista 18enne. Ecco i profili di vittime innocenti trucidate dalla camorra: qui.