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sabato 15 dicembre 2007

In classe con la pistola e Luminarie natalizie abusive degli Scissionisti con furto di elettricità

Ecco a voi 'Nugae': minuzie, scemenze, in latino. Pinzellàcchere e quisquilie, direbbe Totò. Il trafiletto inzuppato di sfaccimma nel giornalino della SdG. Notiziole dell'Aldilà Napulitano; un piacevole snack di info sfizi tra i Grandi Temi della Sfaccimma quotidiana -
- La Sfaccimma della Gente servita frijènn-magnànn:
Il Roma 14/12/2007 - In classe con la pistola nelle scuole di frontiera
NAPOLI. Scuole vandalizzate periodicamente, altre assaltate dai ladri, e c’è chi fa il tiro a segno con le pietre contro le finestre. è questa la realtà delle scuaole Medie di periferia a Napoli. Dove ragazzini di 13 anni vanno a scuola con la pistola, le porte delle aule vengono divelte calci e pugni, e le risse nei corridoi sono all’ordine del giorno.
(Dal quotidiano Roma del 14/12/2007 )
Il Roma 15/12/2007 - Sequestrate luminarie abusive degli scissionisti
LE UNICHE LUMINARIE POSSIBILI A NAPOLI PER NATALE. GRAZIE PREFE' PANSO', L'APPALTO E' QUELLO GIUSTO !

Sequestrate le luminarie natalizie montate nei pressi dell’abitazione del ras scissionista Gennaro Marino “mecchei”, allacciate abusivamente alla rete elettrica comunale. I carabinieri nel corso del blitz nelle Case celesti di via Limitone d’Arzano, nel quartiere di Secondigliano, hanno individuato e denunciato un 57enne per furto di elettricità dalla locale cabina di erogazione ENEL

giovedì 29 novembre 2007

La Macchina del Tempo - Viaggio VIII

§ RADICI. LA SdG ATTRAVERSO I SECOLI. I NOSTRI ANTENATI §

'E Ccriature 'e Napule,

Andare a scuola a Napoli. Come si trasmette la cultura SdG nei secoli.

[...] Fra il popolo la camorra si succhia, per cosi dire, col latte.
I ragazzini di 6 anni si esercitano nell'uso del coltello, in attesa di potersi concedere il lusso di un revolver ...
(continua)

*** Un inciso : ****
A questo riguardo leggiamo dal 'Mattino di Napoli' del 1 Luglio 1892 :

''Il revolver e' divenuto a Napoli una moda, una follia.I ragazzi cominciano a comprare pistole da 5 soldi nei negozi. poi passano intere giornate davanti alle vetrine degli armieri a guardar, con occhi pieni di invidia, i revolver americani, piccoli , eleganti, disposti in modo civettuolo in fila come i coristi d'una compagnia d'operatta nelle vetrine.Infine, quando cominciano a guadagnare qulache soldo, economizzano finche'non abbiano ammucchiato una quindicina di franchi [M.Pellet scrive per i suoi lettori connazionali Francesi - n.d.r.]
Allora, tutti felici di poter infine soddisfare il lungo desiderio, comprano l'arma, la mettono in tasca e vanno per le strade, tutti fieri,con camminata da smargiasso.
Guai a chi guarda uno di questi figuri, egli vi apostrofa apposta, e se gli rispondete, comincia un fuoco di fila.
Un povero diavolo che passa pensando alle sue faccende, si busca il proiettile..
*** fine inciso***


(segue)...I ragazzi il cui padre e' in galera vanno a sollecitare soccorsi minacciando, e nessuno osa metterli alla porta.
Il 19 settembre 1891, nel piccolo teatro delle 'Follie', al Mercato, un ragazzino di 13 anni, chiamato Francesco Festa giocava a palla.
Un ragazzino di 12 anni, che era là con amici, volle impossessarsi del giocattolo, e disse a Festa : '' noi siamo piccoli camorristi, daccelo, se ti rifiuti , ti tagliamola gola'' [ in lingua napoletana]
All'uscita del teatro questi ragazzi tirarono fuori i loro coltelli ma Festa uccise uno dei suoi aggressori.
Si vede che la gioventu' napoletana e' promettente e che, come diceva Gavarni, ''i piccoli mordono''.
Il tribunale volle dare un esempio e condanno' il piccolo assassino, malgrado la sua eta' , a 6 anni e 8 mesi di carcere.
All'udienza giudiziaria, il padre della vittima si getto' su Festa e tento' di strangolarlo.
Questa precocita'nel crimine non e' eccezionale a Napoli; cosi il 15 agosto 1890, un ragazzo di 15 anni, di nome Riccardi, faceva capriole sulla pubblica via .
Ne cadde un mozzicone di sigaro dalla sua tasca e questi accuso' uno dei suoi compagni, Guerracino, di averlo raccolto.
Ne segui' una lotta a pugni; Guerracino, risultando perdente, disse al suo avversario: ''mi vendichero', ti mandero' un mio amico''.
Ando' a trovare un ragazzo della sua eta' di nome Alaja, gli racconto' l'incidente; ''non te ne incaricare [ in italiano: non ti preoccupare] faro' presto sentire a Riccardi l'acciajo nello stomaco''
L'indomani mattina, Alaja attese Riccardi e lo uccise sul colpo con una coltellata. Tutto per un mozzicone di sigaro.
I processi in cui figurano camorristi sono sempre istruttivi; i presidenti stentano a sbrogliare la verita' in mezzo a false testimonianze interessate.
Anche in caso di delitto flagrante debitamente contestato, l'imputato esibisce un alibi molto chiaro.
Percio' un magistrato ha potuto dire : ''Quando un camorrista e perseguito, non ascolto mai i testimoni a discarico''.
I testimoni a carico al contrario, sono rari; hanno bisogno di essere eroi per pronunciar una sola parola.
Ho udito raccontare sull'argomento una storia curiosa, anche se rimontante ad una quindicina di anni fa [cioe' risalente al 1877 - 17 anni dopo l'annessione del Regno di Napoli al Regno d'Italia- n.d.r.]
un camorrista noto, che poi ha fatto strada, ebbe in un teatro una discussione con un suo vicino di posto.
I due uscirono durante l'intervallo dello spettacolo per spiegarsi sul marciapiede.
Il camorrista, per cortesia, avendo lasciato passare il suo avversario per primo, gli affondo'un lungo coltello tra le spalle e lo uccise di colpo in presenza di 20 persone.
Un carabiniere piemontese che era di servizio vide il colpo e prese il nome dei testimoni.
Alla sbarra tutti , come un sol uomo,dichiararono di non aver visto niente.
Prima della sintesi del presidente, l'imputato, che aveva tessuto un alibi su numerose tetimonianze concordanti, rivolgendosi ai giurati disse :
'' Signori, io conto sulla vostra onesta' per aver giustizia, e sono cosi sicuro d'esser assolto che ho gia' ordinato per questa sera un grandioso pranzo allo ? Scoglio Di Frisio' a Posillipo. Si apparecchiera' per voi.Mi fareste dispiacere se non accettate il mio invito''
Il verdetto fu negativo per due soli voti di maggioranza, eppure nemmeno uno dei 12 giurati oso' mancare la sera al ristorante di Posillipo.
Bisogno' anche aggiungere coperti per 2 supplenti.
Questi cedimenti della giuria spiegano le parole pronunciate dal Procuratore del Re Savoia, Abatemarco nel discorso dell'8 gennaio 1880 .
''Bisogna, diceva il Pubblico Ministero, ''che l'autorita' sia sicura del concorso di tutti i cittadini.Questi devono sottrarsi alla paura che la camorra incute, e soprattutto rifiutare ai camorristi la loro indiscreta e inopportuna protezione''
Il Pubblico Ministero De Rosa deplora che i camorristi abbiano man mano in questi anni sostituito il revolver al loro tradizionale pugnale, di gran lunga meno pericoloso per i passanti inermi ed ignari.
Non passa settimana a Napoli che non si legga sui giornali o si oda parlare di qualche disgraziato ucciso per errore sulla pubblica via da parte di uno sparatore che tira alla cieca.
Il P.M. del Re Abatemarco, nello stesso discorso del 18 gennaio 1880 all' apertura dell'anno giudiziario, citava una lunghissima serie di OMICIDI IN-volontari compiuti in simili condizioni; le misure che egli chiedeva per prevenire questi orrendi delitti son rimaste senza effetto...
Da : 'Napoli contemporanea 1888 - 1892' , di Marcelin Pellet.
Console generale a Napoli della Repubblica di Francia dal 1885 al 1892

lunedì 15 ottobre 2007

Chiaia, in due puniti perché parlavano con una ragazza: uno è grave. I complici del feritore incitavano: uccidi!

§ FINE DI UN QUARTIERE "BENE" §

DEDICA POSTUMA AD UN NUOVO SIMPATICO, SNOBBISSIMO BLOGGER SdG DEL QUARTIERE CHIAJA. DIFENDE IL 'NOSTRO' (MIO E SUO) QUARTIERE CONVINTISSIMO DI POTERLO PARAGONARE SOLO A KENSINGTON & CHELSEA DI LONDRA O AL MARAIS DEL IV ARRONDISSEMENT DI PARIGI; NON CE NE ERAVAMO ACCORTI PROVINCIALI COME SIAMO DI VIVERE NELLA TERZA CAPITALE DELL'EUROPA. FINE PERSPICACIA... MENO MALE CHE C'E' LUI AD ACCORGERSENE,
CI VIVE LUI, QUINDI DEVE ESSERE PER FORZA COME DICE LUI. (a pie' pagina i suoi interventi di qualche giorno fa)

14/10/2007 IL MATTINO

(LUISA RUSSO) Notte da incubo a Chiaia. Due ventenni sono stati inseguiti, braccati e accoltellati tra la folla che nei fine settimana gremisce l'area del by night tra piazza San Pasquale e la Riviera senza che nessuno intervenisse per bloccare la furia omicida del branco. Anzi, uno dei fuggitivi è stato respinto dai gestori di un bar nel quale - già sanguinante - era entrato per chiedere aiuto. Poi s'è ritrovato a terra, accerchiato da cinque delinquenti che hanno infierito sollevandogli addirittura il giubbotto perché impediva alla lama l'affondo.
Ora le due vittime, Marcello Ercole e Vito Scuotto, sono ricoverate in due differenti ospedali: il più grave è Vito, sottoposto a un delicato intervento per l’asportazione della milza. Per Marcello, raggiunto da sei fendenti, la prognosi è di dieci giorni salvo complicazioni. Erano le due di notte e tra i genitori dei ragazzi che frequentano la zona si è scatenata la psicosi, ciascuno temendo che anche il proprio figlio fosse coinvolto. Una caccia all'uomo nel cuore del salotto buono abbandonato a se stesso, dal momento che persino la pattuglia di vigili che di solito stazionava all'incrocio tra San Pasquale e la Riviera l’altra notte era assente perché mancano i fondi per la «produttività». Marcello e Vito, entrambi 22enni, entrambi del centro storico, sono amici da piccoli e le famiglie si conoscono. Il primo, figlio di un tassista, è diplomato ma lavora di tanto in tanto, quando lo chiamano, come pizzaiolo. L'altro (il padre impiegato in una società che lavora per il Comune) fa l'apprendista artigiano. L'altra sera Marcello aveva appena finito di lavorare in un noto locale di via Alabardieri e l’amico, che ha la moto, lo aveva raggiunto. I due giovani si stavano intrattenendo in piazza San Pasquale come tante altre centinaia di coetanei che dal giovedì alla domenica confluiscono a gruppetti, a due passi dall’Umberto, per bere qualche birra e più ancora per fare amicizia. Ragazzi e ragazze. Anche le donne, spesso in coppia, accanto alle loro moto. A un certo punto Marcello e Vito hanno avvicinato due ragazzine che già avevano finito da un po’ di parlare con cinque giovani fermi a bordo di un'Audi di colore nero. Poco dopo, però, si accorgono dell'irritazione dei cinque - che evidentemente non intendevano desistere dall'agganciare le ragazze - e si allontanano in moto, facendo un giro per poi ritornare nella piazza. È a quel punto che scatta l'aggressione. I «rivali» scendono dall'auto e li assalgono alle spalle. Vito è colpito da una prima coltellata mentre è ancora fermo nel traffico. I due amici abbandonano la moto e tentano la fuga verso la Riviera, separandosi, inseguiti dal branco. Calci, pugni e coltellate. Ancora tentativi di fuga, rincorse e pugnalate. Marcello entra in un bar invocando aiuto ma lo cacciano. A quel punto finisce a terra, accerchiato dal branco che ormai infierisce su di lui. Uno lo colpisce, gli altri incitano il feritore: «Uccidi, uccidi». Vito è riuscito ad allontanarsi, a piedi, sanguinante, verso piazza Vittoria dove un automobilista di Avellino lo soccorre.


La Testimonianza (14/10/2007 )

«Ammazzalo. Ammazzalo. Fai presto e scappiamo, ammazzalo». Marcello, uno dei ragazzi accoltellati dal branco, si è ritrovato a terra accerchiato e chiuso dai cinque delinquenti, uno solo dei quali era armato mentre gli altri lo incitavano ad uccidere. Ora racconta al «Mattino» quegli attimi di terrore: «Poco prima ero entrato in un bar della Riviera chiedendo aiuto ma mi avevano cacciato». La fuga ostacolata anche da una frattura al menisco di alcuni mesi fa: mentre scappava, Marcello, che fa il pizzaiolo, è caduto. Raggiunto da sei coltellate, è ricoverato all’ospedale dei Pellegrini dove uno dei dirigenti del pronto soccorso, il dottor Giuseppe Fedele, ha appena finito di visitarlo. Deve restare sotto osservazione e appare ancora molto scosso, negli occhi l’ombra di quei momenti da incubo. «Un’aggressione di inaudita ferocia, volevano ucciderli», commentano i genitori Liliana e Gennaro, preoccupati anche per Vito, l’amico del figlio, «un bravo ragazzo che conoscono da piccolo» ricoverato in prognosi riservata (tre coltellate) al Loreto mare.
Sull’episodio stanno indagando gli ispettori Autiero e Giardiello del commissariato San Ferdinando (diretto da Pasquale Errico). Niente testimoni, eppure c’era tanta gente, a Chiaia: chi poteva dare un contributo alle indagini s’è defilato per paura. Le telecamere della banca della Riviera adiacente alcuni bar davanti ai quali s’è consumata l’aggressione non servono perché «mirate sul bancomat. Quelle del Comune non sono mai state attivate. Agenti in servizio alle due di notte di venerdì non ce n’erano. Riesplode, quindi, il problema dei controlli e della videosorveglianza nella zona di Chiaia. Eppure proprio a piazza San Pasquale - luogo di incontro di giovani delle più diverse estrazioni sociali, dagli studenti dell’Umberto ai tantissimi ragazzi che arrivano dai quartieri periferici e dalla provincia - s’erano già verificati episodi allarmanti. Come a Carnevale di due anni fa, quando un branco mascherato, armato di mazze e catene seminò il terrore. Perché tanta ferocia, l’altra sera? Marcello si interroga e riflette: «Erano drogati, oppure, può darsi che fossero figli di guappi di quartiere e allora non potevano ammettere di trovarsi in inferiorità rispetto a noi che gli avevamo rubato tempo mettendoci a parlare con le ragazze». La polizia sta facendo l’impossibile per individuare i violenti. Controlli e accertamenti sono stati eseguiti anche ieri sera. L’accusa nei confronti del branco, quando sarà individuato, è di tentato duplice omicidio.


Il nostro simpatico blogger - SNOB perfetto della "Napoli bene" nonche' hopeless Tantoècosiddapperttuttista, ci ha scritto sostenendo:

1) "Per fortuna che nella zona di chiaia queste cose non ESISTONO PROPRIO. Di dove siete?
Scommetto di piazza Zanardelli o di via Bartolo Longo, ma anche di via Fratelli Bandiera o vico miracoli.Il mondo civile esiste ancora in alcune zone di Napoli, mi dispiace per voi che siete dei patetici stronzi abbonati alla sofferenza quotidiana per tutto il resto della vostra inutile esistenza.14 ottobre 2007 11.33"

2) "I quartieri spagnoli servono per rifornire la zona di Chiaia di droga, cameriere e prostitute.E' una legge dell' economia moderna caro mio, se non esistesse la povertà non esisterebbe la ricchezza.Perchè cazzo credi che lo "sceriffo americano" vada a fare guerre in tutto il mondo?Basta, inetto di un napoletano dei quartieri infimi, già ti ho svelato troppi segreti, tornatene nella tua cloaca a via Baku' o a sangiovanniello!" (14 ottobre 2007 14.5)

3) "I problemi di via Chiaia a napoli sono gli stessi di ogni altro quartiere-Bene delle altre città d' Italia, dai parioli romani a via Montenapoleone a Milano ma paragonare via Chiaia a Secondigliano è da dementi allo stadio terminale e\o comunque a un punto di non-ritorno.Qua stiamo parlando del salotto-buono di Napoli, l'emergenza rifiuti l' abbiamo vissuta "di striscio", causa quella monnezza che ci arriva dai "quartieri" altrimenti nemmeno avremmo saputo che c' è stata una emergenza rifiuti.I negozi di via chiaia saranno pure gestiti dalla camorra, cosa tuttavia da dimostrare (quali sono le tue fonti???), ma nella mia famiglia la spesa la facciamo all' Auchan come ogni altro napoletano cerebrodotato.Il ghetto esiste in ogni città solo che a Napoli è proporzionalmente più grande della parte buona.Io proporrei di alzare delle barricate dalla sede de "Il Mattino" fino al capo di posillipo, e far rientrare in questa zona franca dalla monnezza\sfaccimma napoletana solo i palazzi spropicienti alle zone-bene lato mare, bonificando tutta la parte del territorio napoletano al di fuori di questa zona.Scegliete voi tra Napalm e bombe batteriologiche. Saluti stronzi!" (14 ottobre 2007 16.58)

PS: Caro blogger, ho ripreso solo una amena tranche de vie di poche ore fa a Chiaja e l'ho messa a confronto con le tue parole; lo scopo è solo di affinare la discussione; niente di personale.

PS2: Potresti comunque aver ragione tu ; tutto è dubbio, solo la morte è certa nella nostra vita, ma su quanti giovani morti accoltellati supperggiù desidereresti camminare nel quartierino chic cosi che le tue convinzioni siano un po' riesaminate? Facci sapere.
E... còpriti la milza con un giubbotto imbottito di cuoio nero lucido doppio quando scendi a fare lo shopping da Alcott, non si sa mai... (trendy gadgets irrinunciabili nel quartierino piu' cool dell'occidente, sai come sarai arrapante per le Ranelle del Vomero?!)

PS3: Ronde di polizia, Carabinieri la notte? manc' p'o cazz, in compenso abbiamo il solito suino Mastella che ci dice sul Mattino di oggi 14-10 che la citta' è sempre stata militarizzata per la sicurezza dei cittadini ( lui c'ha la scorta a nostre spese... infatti. Noi che presentiamo la situazione con questa interpretazione sicuramente saremo qualunquisti, demagoghi, populisti e ignoranti).